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Jacob Levi Moreno

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Ideatore dello psicodramma, del sociodramma e della sociometria, nacque a Bucarest da una famiglia di commercianti ebraici provenienti originariamente dalla Turchia ed emigrati in Romania.
Trasferitosi a Vienna, ai tempi dell'impero Austro-Ungarico di Francesco Giuseppe I, si trovò immerso in una realtà multietnica, multilinguistica impregnata di un effervescente vitalità artistica e teatrale.
Si traferì a Vienna nel 1905, dove studiò medicina, matematica e filosofia. Fu allievo di Freud, dalle cui teorie prese le distanze sin dai tempi dell'università. In una sua autobiografia Moreno ricordò un incontro tenuto con il padre della psicanalisi, nel 1912, durante il quale Moreno spiegò a Freud che non gli interessava effettuare interpretazioni di sogni e sedute terapeutiche ad un singolo paziente nell'interno di uno studio medico, bensì incontrare singoli o gruppi di persone all'interno delle loro case e nel loro ambiente naturale, incoraggiandole e sviluppare le loro potenzialità.
Laureatosi in medicina nel 1917, iniziò ad esercitare la professione proprio negli anni della prima guerra mondiale, collaborando attivamente in un campo di rifugiati nel Tirolo, dove ideò una serie di studi e ricerche sui disperati ospiti, che gettarono le basi dei suoi modelli sociometrici.
Nel primo dopoguerra, riprese la sua attività di medico e di ricercatore, trovando anche il tempo per frequentare alcuni celebri luoghi di ritrovo (cafés de Vienne) e di fondare la rivista Daimon (1918-1922) assieme a importanti collaboratori, quali Alfred Adler, con il quale conserverà una lunga amicizia, e Arthur Schnitzler.
Moreno fondò il teatro della spontaneità nel 1921 a Vienna, in cui ogni personaggio deve improvvisare la sua parte.
Emigrò negli Stati Uniti nel 1926, dove una volta superate le difficoltà iniziali ad inserirsi nel mondo professionale, creò lo psicodramma nel 1930, riuscendo ad estendere notevolmente la diffusione del movimento psicodrammatico.
Sviluppò la ricerca delle interazioni sociali all'interno dei gruppi, specialmente quelli formati da ragazzi; introdusse il concetto di sociometria e di psicologia di gruppo nel 1932 e infine la teoria dei ruoli nel 1934.
Nel 1936 creò una clinica psichiatrica privata completa di teatro terapeutico, di una casa editrice (Beacon House); in quell'anno si separò dalla Beecher e iniziò la sua carriera cattedratica presso l'Università di New York.
Il 1941 è stato l'anno in cui ha incontrato Zerka Toeman, che divenne sua moglie oltreché valente collaboratrice e dirigente sia della clinica sia dell'istituto di sociometria.
Nel secondo dopoguerra Moreno si attivò in intensi e prolungati viaggi di lavoro oscillanti tra l'America e l'Europa, dove, soprattutto in Francia e in Gran Bretagna, presenziò a innumerevoli congressi.
Sua moglie, Zerka Toeman Moreno, continua, negli Stati Uniti, l'attività di scrittrice di libri sullo psicodramma. Tra i suoi studenti più rappresentativi, Anne Ancelin Schutzenberger.
Le sue teorie
Tutte le sue innovative teorie e i suoi metodi erano basati su una nuova forma di ricerca attiva (action methods) e su un nuovo approccio sistemico della psichiatria sociale.
Non è un caso che venga considerato il fondatore della "microsociologia", ovverosia di quella osservazione microscopica dei fenomeni associativi. Moreno analizzò piccoli gruppi, parzialmente isolati dal contesto sociale.
La convinzione di Moreno è che il gruppo costituisca l'atomo ufficiale, che mescolandosi con altri formi strutture sempre più complesse.
Nella prigione di Sing Sing studiò le simpatie e le antipatie dei singoli carcerati, che poi rappresentò in un diagramma che chiamò sociogramma. Le sue tecniche hanno una valenza terapeutica, ma vengono usate anche nella psicologia industriale.
Moreno era un intuitivo e un anticonformista. A interessi di natura teologica, filosofica e letteraria, affiancò incursioni nel mondo del teatro, del cinema terapeutico, dell'animazione, della lotta per i diritti di bambini, profughi e prostitute, della psicologia sociale e della psichiatria. Il semplice lavoro clinico con i pazienti non bastava a saturare il suo entusiasmo creativo. Moreno fu anche inventore, sociologo, didatta, direttore di riviste, case editrici, istituti e associazioni internazionali, poeta, saggista, polemista, conferenziere. L'attività che più di tutte alternò alla psichiatria è quella sociologica.
Come psicologo inventore dello psicodramma, egli dà molto spazio alla soggettività e alla fantasia. D'altra parte, come inventore della sociometria, Moreno definisce l'uomo un atomo sociale fatto di relazioni e legami misurabili attraverso schemi e diagrammi.

 

Lo psicodramma

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Lo psicodramma è una terapia di gruppo in cui i partecipanti si incontrano per esprimersi, oltre che a parole, attraverso l'azione spon­tanea e il gioco.

Il terapeuta o conduttore è il regista e gioca col protagonista; ma è un regista particolare, disposto ad aiutare l'espressione della storia senza deciderne l'esito finale.

L'attenzione al testo di una storia è arricchito dall'attenzione al paratesto, cioè all'insieme di lapsus e altre comunicazioni involontarie espresse dal giocatore prima, durante e dopo l'azione. Gli incidenti che interrompono il racconto di una storia, infatti, (lapsus, vuoti di memoria, confusioni) sono altrettanto, se non più, importanti del racconto cosciente e della sua rappresentazione ordinata: durante le prove per la classica messa in scena teatrale di un copione, sarebbero considerati come scorie o prodotti di scarto da eliminare per avvicinarsi alla perfezione formale dello spettacolo, nello psicodramma assumono, invece, enorme valore.

Da questo punto di vista in psicodramma si verifica un totale ribaltamento della normale prassi teatrale dove il copione va rappresentato nel migliore dei modi, ogni sera allo stesso modo. Nello psicodramma tutto scorre.

Il protagonista si giova di un triplice aiuto: oltre che dal regista, è aiutato dai membri del gruppo, sia come attori (IO AUSILIARI), sia come spettatori e testimoni. La presenza di una piccola platea e di una piccola compagnia di interpreti giova anche al conduttore, sebbene la regia dello psicodramma rimanga sempre in mano a lui. Può succedere che le parole decisive per il paziente vengano suggerite al regista da una terza persona.
Per certi versi siamo agli antipodi di quello che accade nel teatro tradizionale dove il regista è autorizzato a fare macello dei suoi attori e a sovrapporre all'opera dell'autore le sue proposte espressive.

Il regista di psicodrammi tiene a bada la sua fantasia creativa e la subordina all'ascolto e al contenimento del paziente, nell'interesse del protagonista, ma, allo stesso tempo pur facendo giocare il protagonista deve evitare di fare il suo gioco, ossia di colludere con lui.

Le caratteristiche dello psicodramma sono:


Lo psicodramma è uno strumento molto duttile, utilizzato in vari settori.

Lo psicodramma è altra cosa dal teatro perché:

- ha una finalità psicoterapeutica;

- le correnti affettive presenti vengono scoperte, analizzate e rielaborate prima, durante e dopo l'azione;

- il regista è a disposizione del protagonista, e non viceversa;

- l'unico testo possibile è il racconto spontaneo, il materiale conscio e inconscio fornito dal protagonista;

- è un ambito psicoterapeutico, quindi protetto da una patto di assoluta discrezione, i cui contenuti non possono essere rivelati all'esterno.

Nella sua finalità psicoterapeutica può raggiungere diversi obiettivi:

DIAGNOSTICO

la sessione di psicodramma può integrare le informazioni emerse nei colloqui individuali e soprattutto restituire al paziente la coscienza della sua dimensione storico-evolutiva;

 

FACILITATORE DELLA COMUNICAZIONE

durante il processo psicodrammatico il gruppo, grazie al suo clima di spontaneità ed empatia, funge da amplificatore dei sentimenti e dei desideri, contiene i timori e le angosce legate al mostrarsi agli altri e permette di condividere difficoltà, problemi ed emozioni.

 

STRUMENTO TERAPEUTICO
possiamo riconoscerne tre livelli che si differenziano per la richiesta e per la condizione psicologica del paziente;

Livello di sostegno: stimola la comunicazione e questo permette la manifestazione spontanea e libera del problema

Livello di adattamento: si ha la possibilità di conoscere e valutare, attraverso l'azione, le condotte, i sintomi, le componenti nascoste della personalità, le proprie risorse e capacità, le cause del disagio; l'assunzione dei "ruoli" favorisce, inoltre, l'attivazione delle proprie potenzialità

Livello di ricostruzione: l’emergere e l'analisi dei vissuti, dei sogni, delle fantasie, dei desideri, dei simboli, delle metafore - sia relativi al presente che al passato - rende possibile il raggiungimento dell'accettazione della propria realtà e la soluzione dei conflitti

La spontaneità è ritenuta l'obiettivo psicoterapeutico dello psicodramma, la creatività la sua derivante attiva: l'una e l'altra vengono sollecitate sulla scena psicodrammatica. Spontaneità e psicopatologia sono inversamente collegate: se la prima diminuisce o scompare, la seconda insorge e aumenta. In questo senso la spontaneità si definisce come possibilità caratteristica dell'individuo di avere sentimenti e comportamenti in armonia con le proprie tendenze naturali. La creatività permette che la tendenza naturale diventi azione concreta, tanto che Moreno, padre dello psicodramma, chiama fattore S-C (spontaneità-creatività) l'elemento chiave che misura l'espansione soddisfacente dell'individuo e la relazione con l'altro.

 

 

Il sociodramma

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"Il sociodramma si occupa di problemi che non possono essere né chiariti né trattati nel segreto di una stanza e nell'isolamento di due persone. Esso richiede tutti gli occhi e tutti gli orecchi della comunità, la sua profondità e vastità, per poter operare in modo adeguato. Richiede perciò, un ambiente in cui il gruppo con i suoi problemi collettivi possa essere trattato con la stessa onestà con cui viene trattato l'individuo in uno studio medico. La forma ideale per questo dramma che tutti possono condividere, il tribunale per eccellenza, è l'anfiteatro e l'effetto è la catarsi della comunità. La catarsi del sociodramma differisce da quella dello psicodramma… Nel procedimento psicodrammatico un soggetto viene trattato come una persona specifica, con il suo mondo privato. Nel procedimento sociodrammatico il soggetto non è una persona, ma un gruppo, perciò non è un negro individuale ad essere considerato, ma sono presi in considerazione tutti i negri, tutti i cristiani, tutti gli ebrei… Il protagonista sul palcoscenico non rappresenta una dramatis persona, l'espressione creativa della mente di uno scrittore di teatro individuale, ma un'esperienza collettiva. Egli è un'estensione emozionale di molti Io…"

"Il vero soggetto di un sociodramma è il gruppo. Non è limitato da un numero speciale di individui, può essere formato da tutte le persone che vivono in un luogo qualunque, ovvero da tutte quelle che appartengono alla stessa cultura. Il sociodramma si basa sulla tacita supposizione che il gruppo formato dal pubblico sia già organizzato dai ruoli sociali e culturali che, in una certa misura, sono interpretati da tutti i portatori di cultura".

 (J. L. Moreno)


.....In fase di revisione.